THE ART OF SEGOVIA
Grandi pagine per chitarra

 

ANDRES SEGOVIA
New London Orchestra
Alec Sherman

Albéniz  Granada (from Suite Española)
Sevilla (from Suite Española)
Bach  Prelude (from Suite BWV 999)
Prelude (from Suite BWV 1007)
Gavotte (from Partita BWV 1006)
Courante (from Suite BWV 1009)
Fugue (from Sonata BWV 1001)
Castelnuovo-Tedesco  Tarantella (Aranci in fiore) Op. 87
Guitar Concerto No. 1 in D major Op. 99
Vivo e energico (from Sonata "Hommage à Boccherini)
Froberger  Gigue
Granados  Danzas Españolas Op. 37 Nos. 5 & 10
Mendelssohn Bartholdy  Canzonetta (from String Quartet Op. 12)
Ponce  Sonatina meridional
Prélude & Gigue (from Suite dans le style de Weiss)
Petit Valse
Sor  Thème varié Op. 9
Tarrega  Recuerdos de la Alhambra
Étude in A Major
Tórroba  Fandanguillo (from Suite Castellana)
Nocturno
Villa-Lobos  Étude No. 1 in e minor (from 12 Études)
Allegretto (from Sonatina in A major)
de Visée  Bourrée & Menuet

Andrés Segovia (1893-1987) è considerato, dalla maggior parte degli studiosi, il padre della moderna chitarra classica. È opinione diffusa, infatti, che senza il suo contributo, la chitarra sarebbe rimasta uno strumento modesto, suonato solo dagli umili. Fin da quando aveva solo quattro anni, Segovia iniziò la sua ricerca, per innalzare la chitarra ai più alti ranghi dell’universo musicale

Nonostante i tentativi di dissuasione da parte della famiglia (che invece lo incoraggiava a studiare uno strumento “vero”), continuò i suoi studi di chitarra, dando il primo concerto in Spagna ad appena quattordici anni. Il suo debutto come professionista avvenne invece a Madrid, a vent’anni. Il suo repertorio iniziale includeva trascrizioni di Tárrega, insieme ad altre di sua mano da Bach o altri compositori. Molti dei cosiddetti “musicisti seri” credettero che Segovia sarebbe stato deriso e fischiato, poiché la chitarra non poteva affrontare un programma di musica classica. Ed, in effetti, Segovia stupì la platea. L’unico problema che dovette fronteggiare fu quello che la chitarra non riusciva a riempire la sala con il suo suono. Negli anni seguenti, Segovia riuscì a perfezionare la sua tecnica, spingendo inoltre i liutai a sperimentare nuovi tipi di legno e forme innovative, che potessero aumentare la naturale amplificazione dello strumento. Con l’avvento delle corde di nylon, la chitarra poté produrre suoni più potenti, che, nel contempo, potesse essere percepito da una distanza maggiore. La sua ricerca lo portò ad un primo concerto newyorkese nel 1928. Di nuovo, il pubblico fu travolto dalla sua musica e dalla sua tecnica, e molti furono conquistati alla chitarra classica. Il suo crescente successo a New York gli portò molte offerte di concerti in America e in Europa, oltre a una tournèe orientale nel 1929. Segovia era arrivato, e con lui la chitarra classica. Con i suoi viaggi, cresceva la popolarità sua e della sua chitarra. Compositori come Heitor Villa-Lobos iniziarono a scrivere pezzi per chitarra: con quell’amalgama, fosco e malinconico, di dissonanze e di fraseggi da violoncello, le composizioni di Villa-Lobos, in particolare, sembravano perfette per la chitarra. Ma Segovia aveva anche iniziato a trascrivere per chitarra alcuni grandi capolavori: la sua riduzione della Chaconne di Bach è divenuta uno dei più famosi pezzi per questo strumento, e anche uno dei più difficili da eseguire.

La sua trascrizione della Chaconne di Bach è anzi talmente perfetta che sembra che sia stata concepita per questo strumento, e non per il violino come in effetti fu. Assieme al repertorio di Segovia, anche quello della chitarra si stava ampliando. Il suo obiettivo stava divenendo realtà. Rimaneva solo la terza e ultima parte del suo compito: lasciare la sua eredità alle nuove generazioni. Ebbe molti allievi durante la sua carriera, fra cui, i più famosi, Christopher Parkening, John Williams, Elliot Fisk e Oscar Ghiglia. E sono loro, insieme a molti altri, a continuare la tradizione di Segovia, pur espandendo, contemporaneamente, la presenza della chitarra classica, il suo repertorio e i suoi confini musicali. Segovia non è stato soltanto un grande maestro; indirettamente ha infatti influenzato migliaia di chitarristi in tutto il mondo. Ed è veramente il padre della chitarra classica.