LIPATTI PIANO FAVOURITES

 

J. S. BachPartita No. 1 BWV 825
3 Chorale Preludes, Choral "Jesu bleibet meine Freude", Siciliano
Chopin14 Walzer
Barcarolle, Nocturne Op. 27 No. 2, Mazurka Op. 50 No. 3
MozartPiano Sonata KV 310
D. Scarlatti2 Sonatas
 
DINU LIPATTI

Dinu Lipatti nacque a Bucarest, in Romania, il 19 marzo 1917, da famiglia benestante nella quale si respirava un’aria di musica: il padre, infatti, aveva studiato violino con Sarasate, mentre la madre era una pianista e insegnante di pianoforte. Iniziò giovanissimo a suonare il pianoforte, debuttando come interprete e compositore alla incredibile età di quattro anni. Ma i suoi genitori, saggiamente, evitarono di sfruttare il talento del loro bambino prodigio, e lo fecero studiare al Conservatorio di Bucarest. Nello stesso tempo, alcuni professori universitari erano soliti recarsi a casa sua, dal momento che la sua salute cagionevole gli precludeva una regolare educazione scolastica. Solo all’età di 17 anni lasciò Bucarest per iniziare la sua carriera musicale. Quando ricevette il secondo premio al Concorso Pianistico di Vienna nel 1934, il grande pianista francese Alfred Cortot si dimise dalla giuria in segno di protesta, e invitò di persona Lipatti a Parigi, dove prese il giovane sotto la sua protezione. Nel contempo, Lipatti studiava composizione con Nadia Boulanger e Paul Dukas, e direzione con Charles Munch. Lipatti tornò in Romania nel 1939 e attese la fine della seconda guerra mondiale nella sua patria. Solo in un’occasione lasciò la sua patria, verso la fine della guerra, per recarsi, attraverso la Scandinavia, in Svizzera assieme alla sua fidanzata (che poi sarebbe divenuta sua moglie e dunque la sua vedova) Madeleine Cantacuzene. Infatti, ottenne il suo massimo incarico come professore di pianoforte dal 1944 al 1949. Svolse un’intensa attività concertistica in tutta Europa, dalla Svizzera alla Francia, alla Germania, Italia, Gran Bretagna, Belgio e Olanda, ottenendo un crescente consenso, fama e notorietà. Era anche estremamente ricercato per i suoi corsi di perfezionamento. Negli ultimi sei anni della sua vita gli fu diagnosticata una forma di leucemia, e tuttavia né la sua carriera né la sua arte ne furono compromesse. Progettava anche una grandiosa tournée di concerti in America, ma alcune ricadute lo costrinsero a cancellare tutte le date. Nell’ultimo anno di vita, il decorso della malattia fu rallentato da una nuova medicina, il cortisone – e non poco contribuirono gli amici come Menuhin, Munch e Stavinsky a sostenere gli altissimi costi di questa terapia. Fu durante questo momentaneo arresto che Lipatti, contro il parere di tutti i medici, decise di tener fede ai suoi impegni concertistici, suonando per l’ultima volta Besançon il 16 settembre. Sfortunatamente, il male lo assalì di nuovo, e questa volta senza lasciargli alcuna possibilità di scampo: morì dopo un’atroce agonia, come riportano i suoi biografi, a Ginevra, il 2 dicembre 1950, all’età di appena 33 anni. Lipatti era solito suonare in privato un repertorio assai vasto, ma quando si trattava di scegliere programmi di concerto o discografici il suo atteggiamento diveniva molto selettivo e rigoroso. Per questa ragione i pochi documenti discografici che ci restano ruotano tutti intorno a pochi autori prediletti: Bach, Mozart, Scarlatti, Chopin, Ravel. La sua interpretazione della Partita in si bemolle di Bach resta leggendaria per l’equilibrio e la perfezione sonora, così come la cristallina perfezione della Sonata in la minore di Mozart. E poi i 14 Valzer di Chopin, che Lipatti esegue in un ordine personale, con un senso dell’equilibrio classico lontano da ogni tentazione di stampo decadente, a esemplificare in modo eloquente lo stile di queste pagine dove “l’emozione è chiamata a manifestarsi solo attraverso un velo di raffinata civiltà …”.