VERDI REQUIEM TOSCANINI

 

VerdiRequiem
CherubiniRequiem
ARTURO TOSCANINI
 

Arturo Toscanini diresse per la prima e, rispettivamente, l'ultima volta la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi in occasione del primo e del cinquantesimo anniversario della morte del compositore. Fra il concerto tenuto al Teatro della Scala il 27 gennaio 1902 e la trasmissione dal vivo della Carnegie Hall di New York alla stessa data del 1951, Toscanini diresse altre ventisette esecuzioni dello stesso lavoro - molte a Milano e a New York, ma altre a Roma, Vienna, Salisburgo, Londra, Lucerna e Buenos Aires. Negli ultimi anni diverse delle esecuzioni del Requiem di Toscanini furono trasmesse e registrate. Dopo aver diretto la première, il trentunenne Toscanini, accompagnato dal maestro del coro Aristide Venturi e dal presidente della società dei concerti di Torino, Giuseppe Depanis, fece visita a Verdi, che aveva prolungato la sua solita residenza invernale a Genova. Negli anni successivi Toscanini rievocava che, mentre stava suonando il piano per Verdi, ad un certo punto aveva rallentato il tempo, sebbene la partitura non contenesse tale indicazione. Verdi si complimentò con lui, alla qual cosa il direttore disse: "Maestro! Se Lei soltanto sapesse quanto questo mi ha angustiato! Perché non ha scritto il rallentando?". "Se lo avessi scritto," replicò Verdi "un cattivo musicista lo avrebbe esagerato; ma se uno è un buon musicista lo sente da sé e lo suona come ha fatto lei. Non c'era alcun bisogno di scriverlo." Fu una lezione che Toscanini ricordò per tutta la vita. Da bambino, Toscanini cantò in una rappresentazione del Requiem in Do minore di Cherubini, ma non lo diresse di frequente. Infatti, la trasmissione dallo Studio 8-H che viene qui riproposta, può essere considerata come il primo e l'ultimo tentativo di Toscanini di cimentarsi con quest'opera in veste di direttore. Finita la registrazione, forse, (non c'era altro posto dove andare se non giù) non ci poteva essere nient'altro da fare. E poi, di nuovo, questo non è un requiem tale da costituire una sfida o una soddisfazione per un direttore. Il Requiem di Cherubini - parliamo di quello per coro maschile e femminile, diverso da quello in re minore per solo coro maschile - è una versione solenne (solo l'Offertorio dura sedici minuti), e, dal punto di vista formale, classica, della liturgia della messa di Requiem, di cui enfatizza drammaticamente la dimensione emotiva con un respiro e un'ampiezza quasi operistici. Ci sono alcuni colpi di fantasia: dopo una fanfara sostenuta, e il suono di un gong, l'entrata del coro nel Dies Irae è sommessa e agitata, con un graduale crescendo di volume e fervore. L'interpretazione di Toscanini è impressionante: questa potrebbe essere stata la sua unica esecuzione di questo pezzo, eppure la dirige con una mano talmente sicura e con un tale senso della forma e della struttura, come se esso facesse parte del suo repertorio. Sin dall'attacco del Kyrie, ogni episodio cattura l'attenzione - e alla fine, si resta convinti che si tratti di un capolavoro. Di particolare interesse, poi, la cura di Toscanini per la tessitura, nel contrasto fra le linee più delicate e intime dell'orchestra e le più sostenute parti corali, omofoniche.