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Puccini TOSCA
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Puccini
TOSCA (Complete opera)  |
| Floria Tosca | Renata Tebaldi |
| Mario Cavaradossi | Giuseppe Campora |
| Il barone Scarpia | Enzo Mascherini |
| Cesare Angelotti | Dario Caselli |
| Il sagrestano | Fernando Corena |
| Spoletta | Piero de Palma |
| Sciarrone | Antonio Sacchetti |
| Un carceriere | Antonio Sacchetti |
| Un pastore | Gianfranco Volante |
Coro e Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma
ALBERTO EREDE |
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ATTO I. Cesare Angelotti, un prigioniero politico evaso, entra di corsa nella chiesa di S. Andrea della Valle e si nasconde nella cappella Attivanti (1). Dileguatosi, il vecchio sagrestano entra, recitando l'Angelus (2). Mario Cavaradossi entra per lavorare al quadro di Maria Maddalena, per cui posa la Marchesa Attavanti (sorella di Angelotti), che egli ha visto ma che non riconosce. Mentre estrae una miniatura della cantante Floria Tosca, confronta la sua bellezza mora con quella della bionda Maddalena (3). Il sagrestano mormora parole di disapprovazione e se ne va. Angelotti esce dal suo nascondiglio e viene riconosciuto dal suo amico Mario (4), che gli dà del cibo e lo invita a rientrare nel suo nascondiglio poiché da fuori ha sentito la voce di Tosca (5). Sempre sospettosa e gelosa, ella lo interroga, poi prega e gli ricorda del loro appuntamento quella sera nella villa. Riconoscendo improvvisamente la Marchesa Attivanti nel dipinto, diviene ancora più diffidente, ma egli la rassicura. Dopo la sua uscita, Mario si rivolge ad Angelotti dalla cappella (6); uno sparo di cannone indica infatti che la polizia ha scoperto l'evasione, così i due scappano nella villa di Mario. Nel frattempo, il sagrestano ritorna con due chierichetti che dovranno cantare il Te Deum quello stesso giorno (7). La loro emozione è raggelata dall'entrata del barone Scarpia, capo della polizia segreta, che cerca Angelotti (8). Quando Tosca torna dal suo amante, Scarpia le mostra un ventaglio con lo stemma degli Attivanti, che ha trovato (9). Ritenendo Mario infedele, Tosca giura di vendicarsi e lascia la chiesa, che si sta riempiendo di fedeli. Scarpia, che la fa seguire certo che ella li porterà da Angelotti, progetta di ridurre la diva in suo potere (10).
ATTO II. A palazzo Farnese, Scarpia si prefigura il sadico piacere di ridurre Tosca in sua balia (2). Giunge la spia Spoletta, che non ha trovato Angelotti (3); per placare il Barone, conduce con sé Mario, che viene interrogato mentre si sente Tosca intonare una cantata in una festa al piano di sotto (4). Entra proprio nel momento in cui il suo amato viene portato in una sala adiacente; il suo arrogante silenzio cesserà sotto tortura (5). Snervata dalle domande di Scarpia e dalle urla di Mario, ella rivela il nascondiglio di Angelotti (6). Mario viene portato nella sala e, intuendo cosa fosse accaduto (7), si volta verso Tosca, quando l'ufficiale Sciarrone irrompe annunciando la vittoria di Napoleone a Marengo, una sconfitta per il partito di Scarpia. Mario grida il suo sprezzo per la tirannia (8) e perciò viene portato in prigione. Scarpia, durante la cena, propone a Tosca di darsi a lui in cambio della vita del suo amante (9). Nel tentativo di liberarsi dal suo abbraccio, ella affida il suo destino a Dio, dal momento che ha dedicato all'arte e all'amore la sua vita (10). Scarpia insiste ancora, ma Spoletta lo interrompe: piuttosto di essere catturato, Angelotti si è ucciso (11). Tosca, costretta a cedere o a perdere l'amante, accetta la profferta di Scarpia. Il Barone fa finta di condannare a morte il prigioniero, cosa dopo la quale egli dovrà essere liberato; Spoletta esce. Non appena Scarpia ha finito di scrivere un salvacondotto per i due amanti, Tosca afferra un coltello dalla tavola e lo uccide. Dopo aver afferrato il documento dalle mani che si stanno irrigidendo, e dopo avergli messo delle candele attorno alla testa e un crocifisso sul petto, esce dalla stanza (12).
ATTO III. Mentre le campane della chiesa salutano l'alba, si sente la voce di un pastore (13). A Castel Sant'Angelo Mario aspetta di essere giustiziato; e prega il custode di recapitare un biglietto d'addio a Tosca (14). Mentre lo scrive, sopraffatto dai ricordi d'amore, da sfogo al suo dolore (15). Improvvisamente arriva Tosca, tutta sconvolta per le sue recenti disavventure (16). Mario accarezza la mano che ha ucciso per amore suo (17), e i due salutano il loro futuro. Non appena arriva il drappello di soldati che dovranno fucilarlo, la diva convince Mario su come fingere la sua morte in maniera convincente, i soldati sparano e se ne vanno (18). Tosca prega Mario di sbrigarsi, ma quando egli non riesce a muoversi, scopre che la crudeltà di Scarpia ha superato la morte: le pallottole erano vere. Quando Spoletta arriva per arrestarla per l'assassinio di Scarpia, ella grida a Scarpia che la ritroverà davanti a Dio, poi si avvia alla morte (19).
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