Puccini LA BOHEME

 

PucciniLA BOHEME (Complete opera)
MimėRenata Tebaldi
Musetta Hilde Gueden
Rodolfo Giacinto Prandelli
MarcelloGiovanni Inghilleri
SchaunardFernando Corena
Colline Raphaël Arié
ParpignolPiero de Palma
BenoitMelchiorre Luise
AlcindoroMelchiorre Luise
SergenteIldebrando Santafé

Coro e Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Roma
ALBERTO EREDE
 

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ATTO I. Parigi, Vigilia di Natale, 1830. Nella soffitta al Quartiere Latino, il pittore Marcello e il poeta Rodolfo tentano di scaldarsi bruciando le pagine dell'ultimo dramma di Rodolfo (1). Li raggiungono due amici - Colline, un giovane filosofo (2), e Schaunard, il musicista che, avendo trovato un lavoro, porta cibo, combustibile e soldi (3). Mentre festeggiano quell'inaspettata fortuna, arriva il proprietario, Benoit, a riscuotere l'affitto (4). Dopo avergli fatto bere del vino, lo convincono a parlare dei suoi amori, per poi sbatterlo fuori con falsa indignazione. Mentre i tre artisti escono per andare ad una festa al vicino Café Momus, Rodolfo resta a scrivere un articolo, promettendo di raggiungerli appena finito (5). Ma un'altra persona bussa alla porta (6): č una vicina, Mimė, che dice che la sua candela si č spenta per gli spifferi sulle scale. Rodolfo le offe del vino dopo che ella si era sentita svenire, poi le accende la candela e la accompagna alla porta (7). Ma Mimė si accorge di aver lasciato la chiave, e mentre i due sono intenti a cercarla, entrambe le candele si spengono. Alla luce della luna, il poeta afferra la mano tremante della fanciulla, e le racconta i suoi sogni (8). Ella gli parla della sua solitaria esistenza, passata a ricamare fiori nell'attesa della primavera (9). Insieme, Mimė e Rodolfo escono per andare al Caffč (10).

ATTO II. Fra le grida dei venditori ambulanti per strada (11), Rodolfo compra un cappellino a Mimė, vicino al Caffč Momus, prima di presentarla ai suoi amici (12). Tutti insieme, si siedono e ordinano la cena. Parpignol, un venditore di giocattoli, passa accanto a loro, attorniato dai bambini (13). L'ex amante di Marcello, Musetta, fa il suo ingresso, ostentatamente al braccio dell'anziano e ricco Alcindoro (14). Nel tentativo di attrarre l'attenzione del pittore, intona una canzone sulla sua fama (15); poi, con il pretesto che le scarpe le siano troppo strette, manda Alcindoro a prendergliene un paio nuovo, e si abbandona fra le braccia di Marcello. Poi, il gruppetto degli artisti si unisce a un drappello di soldati in marcia, e lasciano il locale, lasciando ad Alcindoro, quando fosse tornato, il conto da pagare (16).

ATTO III. Quando l'alba rischiara I dintorni innevati di Parigi, un doganiere lascia entrare in cittā alcune contadine (1). Da dentro una taverna, si sente Musetta far baldoria con altre persone. Mimė passa da quelle parti, cercando la casa di Marcello e Musetta, che si sono rimessi insieme (2). Quando trova il pittore, gli confida la sua angoscia per la gelosia di Rodolfo, soggiungendo che sarebbe meglio per loro lasciarsi (3). Rodolfo, che si era addormentato in taverna, si avvicina, e lei si nasconde, ma Marcello pensa che se ne sia andata (4). Il poeta confida a Marcello di voler lasciare la sua volubile ragazza (5); sollecitato da altre domande, si sfoga, dicendo che Mimė sta morendo e che la loro povertā non puō che peggiorare le sue giā gravi condizioni di salute (6). Sopraffatta, Mimė avanza barcollando per dire addio al suo amante (7), mentre Marcello rientra nella taverna ingelosito dalla rauca risata di Musetta. Mentre Mimė e Rodolfo ricordano la loro felicitā, Musetta litiga con Marcello. Il pittore e la sua amante si separano infuriati, mentre Marcello e Rodolfo decidono di restare assieme fino a primavera (8).

ATTO IV. Alcuni mesi dopo, Rodolfo e Marcello compiangono la loro solitudine nella soffitta (9). Colline e Shaunard portano un magro pasto (10). I quattro inscenano poi una danza, una specie di finto combattimento (11). Ma la loro allegria si interrompe quando Musetta entra di corsa, dicendo che Mimė č troppo debole per salire le scale (12). Mentre Rodolfo accorre, Musetta gli dice che Mimė l'ha pregata di portarla a morire accanto al suo amato. Mentre tutti si danno da fare per far star comoda Mimė, Marcello accompagna Musetta a vendere gli orecchini per comprare delle medicine, e Colline esce per impegnare il suo cappotto (13). Rimasti soli, Mimė e Rodolfo ricordano i primi giorni insieme, ma la voce di Mimė č rotta dalla tosse (14). Quando gli altri tornano, Musetta offe a Mimė un manicotto per scaldarsi le mani, e prega per la sua vita. Mimė muore in pace, e quando Schaunard lo scopre, Rodolfo si getta accanto a lei, invocando il suo nome (15).