Il direttore tedesco Wilhelm Furtwängler (1886-1954), figlio dell'archeologo Adolf Furtwängler, trascorse la giovinezza a Monaco, dove il padre aveva una cattedra all'Università, crescendo così in un ambiente permeato di cultura umanistica. Nel 1906 divenne il secondo assistente alle prove a Berlino. Nel 1920, successe a Richard Strauss nella direzione dei concerti sinfonici all'Opera di Berlino. Nell'arco di due anni, si era guadagnato una tale popolarità da subentrare a Arthur Nikisch come direttore della Gewandhaus Orchestra di Lipsia e dei Berliner Philharmoniker. Nel 1928, successe a Felix Weingartner come direttore della Filarmonica di Vienna, anche se rifiutò di occuparsi contemporaneamente del programma operistico. Nel 1931 divenne direttore musicale associato al Festival di Bayreuth, insieme a Arturo Toscanini. Due anni dopo, tuttavia, ne divenne il direttore; scritturò molti artisti ebrei, e per questo ricevette notevoli critiche da parte del regime nazionalsocialista, tanto da essere costretto rassegnare le dimissioni da quell'incarico, per motivi politici, nel dicembre 1934. In seguito, ricevette inviti da tutto il mondo per dirigere concerti sinfonici e opere come direttore ospite, e in particolare per il repertorio wagneriano.
Nel repertorio di Furtwängler figurano le ultime due Sinfonie di Schubert, mentre sono del tutto assenti le prime sei, secondo una consuetudine del resto comune per i direttori dell'epoca. Nella Grande Furtwängler coglie il punto di arrivo del linguaggio sinfonico schubertiano, come si può comprendere dall'impianto solenne e drammatico che il direttore conferisce all'insieme, a voler sottolineare quanto l'estremo lavoro di Schubert anticipi il mondo del tardoromanticismo.
Il Quartetto Amadeus debutta nel gennaio del 1948 a Londra. Tre dei suoi componenti sono austriaci, il quarto, Martin Lovett, violoncello, britannico. Quando agli inizi degli anni Cinquanta il gruppo debutta a Vienna suonando Schubert un recensore scrive che "solo un quartetto viennese può suonare uno Schubert del genere!". E in effetti Schubert per circa quarant'anni resta il nucleo di un repertorio che spazia dai classici viennesi al primo Novecento. Come ricorda Norbert Brainin a proposito dello stile adottato in queste prime registrazioni schubertiane, "al tempo del nostro esordio la tendenza era quella di suonare Schubert con un eccesso di schmaltz, di sdolcinato sentimentalismo; oggi invece alcuni quartetti esagerano all'opposto, mirando alla pura perfezione tecnica a spese del dramma interiore che queste musiche esprimono". Insomma il Quartetto Amadeus è un ensemble alla ricerca di un modo di fare musica che combina libertà e raffinatezza di suono, due componenti che trovano un esito ideale proprio nelle pagine quartettistiche di Schubert. "Essere nati a Vienna o averci vissuto non è una condizione preliminare per potere eseguire bene Schubert. Ma certo avere la musica popolare viennese nel sangue, aiuta". Queste parole di Siegmund Nissel aiutano bene a comprendere la difficile alchimia stilistica che la musica di Schubert richiede e che il Quartetto Amadeus riesce magicamente a ottenere sin da queste sue primissime prove in studio d'incisione.
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