THE ART OF TOSCANINI

 

MozartSinfonia n. 40
SchubertSinfonia n. 8 "Incompiuta"
BrahmsSinfonia n. 1
SmetanaLa Moldava
Saint-SaënsDanse macabre
DukasL'apprendista stregone

ARTURO TOSCANINI
 

Il rapporto di Toscanini con i "classici" del repertorio sinfonico classico e romantico mostra dei tratti all'apparenza contraddittori. Se infatti il grande direttore italiano fu uno dei massimi interpreti beethoveniani dei suoi giorni, e lo dimostrano le numerose incisioni del ciclo integrale delle Sinfonie conservato in disco, più discontinuo appare il suo rapporto con Mozart. Questo forse si spiega con il fatto che egli, come ebbe modo di dichiarare in un'intervista, non ravvisava nella musica di Mozart quei caratteri di drammaticità così congeniali al suo temperamento, e che rendono così tese le sue interpretazioni beethoveniane. La Sinfonia in sol minore, tuttavia, costituisce un'eccezione. "Una grande tragedia", la definì Toscanini stesso, e questa registrazione rende pienamente l'idea della sua possente e unitaria concezione del capolavoro mozartiano. L'"Incompiuta" di Schubert, come del resto la "Grande", figura nel repertorio del Maestro sin dagli ultimi anni dell'Ottocento, quando cioè era poco più che trentenne. Le esecuzioni del capolavoro schubertiano sono innumerevoli lungo tutto l'arco della carriera del direttore, e questa registrazione, realizzata quando il Maestro aveva ben 83 anni, costituisce un po' la sintesi di un così lungo rapporto con questo lavoro. Un'esecuzione intensa e drammatica, dai consueti tempi veloci, ma che pure si apre a momenti di grande liricità nelle sezioni cantabili. E' interessante constatare che Toscanini, nato nel 1867, si trovò a essere cronologicamente vicino ai grandi compositori del secondo Ottocento, come Brahms (che muore nel 1897) e Tchaikovsky (che muore nel 1893). La musica di questi compositori, che per noi fa parte scontata del repertorio, della tradizione, doveva suonare "nuova" per il pubblico e per Toscanini stesso, che si impegnava moltissimo nel diffondere queste pagine per così dire, "contemporanee". Ne è un esempio proprio la Prima Sinfonia di Brahms. Toscanini è considerato forse il massimo interprete di Brahms del Novecento, e il ciclo integrale delle sinfonie brahmsiane figura ripetutamente nei suoi programmi di concerto. Una visione insieme classica nel rigore e romantica nell'espressività. Un equilibrio che Toscanini riesce a conseguire perfettamente e rende irripetibili le sue interpretazioni brahmsiane.