GREAT VIOLIN CONCERTOS

 

BeethovenConcerto per vl. Op. 61
MendelssohnConcerto per vl. Op. 64
BrahmsConcerto per vl. Op. 77
TchaikovskyConcerto per vl. Op. 35

ISAAC STERN
JOSEPH SZIGETI
 

Beethoven ultimò la stesura del Concerto per violino nel 1806, e il lavoro fu presentato al pubblico nel dicembre dello stesso anno. Il Concerto per violino è strettamente legato allo stile concertante francese, filtrato attraverso il classicismo di Viotti. Si tratta di uno dei lavori beethoveniani più eseguiti, e la sua influenza sul repertorio concertistico del tardo Ottocento è stata di grande rilievo, basti pensare al Concerto per violino di Brahms, che sembra aver derivato dal lavoro beethoveniano molti aspetti di rilievo. Il contributo più significativo di Mendelssohn al genere del concerto è costituito dal Concerto per violino, composto fra il 1838 e il 1844 per Ferdinand David. Mendelssohn adotta qui le innovazioni già sperimentate nella produzione precedente, come la rinuncia all'introduzione orchestrale e alla divisione fra i singoli movimenti, che si susseguono quindi senza soluzione di continuità. Composto nell'estate del 1878 durante un soggiorno in Carinzia, il Concerto per violino di Brahms nacque dopo il viaggio in Italia, meta Roma e Napoli, che il compositore compì con Billroth e Goldmark nella primavera dello stesso 1878. La scrittura solistica del Concerto per violino fu per lungo tempo giudicata di grande complessità, ai limiti delle possibilità esecutive. Brahms intende ristabilire qui un rapporto paritario fra il solista e l'orchestra, secondo una concezione puramente sinfonica dove lo strumento solista è calato in un contesto orchestrale di grande eloquenza espressiva. Anche se il pianoforte rappresentava per Tchaikovsky uno strumento di particolare interesse, egli si cimentò pure nella stesura di pagine concertanti per violoncello e per violino, cui dedicò tre lavori fondamentali: la Sérénade Mélancolique, il Valse-scherzo e il celeberrimo Concerto in re maggiore Op. 35. Tre composizioni che costituiscono delle vere e proprie prove di forza per i violinisti, tale è la difficoltà tecnica che viene loro richiesta in queste pagine, dove si riassumono tutte le possibilità espressive e tecniche del violino.

In una carriera che si protrasse per più di sessant'anni, il violinista ungherese Joseph Szigeti raggiunse vertici di straordinaria altezza anche per un moderno virtuoso. La sua impeccabile tecnica è ben documentata nelle numerose registrazioni che eseguì (come disse William Primrose, "Quell'uomo deve avere più dita e più corde che tutti quanti noi!"). Szigeti fu anche uno studioso di musica, un paladino dei più importanti lavori contemporanei di musica per violino, un acuto osservatore e critico della musica mondiale e, soprattutto, uno straordinario interprete musicale, il cui unico ma totale interesse era rivolto all'esecuzione quanto più accurata e vera della grande musica.

Isaac Stern nacque a Kreminiecz, in Russia, ed è stato uno dei più grandi violinisti del XX secolo. Arrivò a San Francisco nel 1921, in fuga, insieme alla sua famiglia, dalla Rivoluzione Russa. Americano di formazione e di studi, iniziò a suonare il violino in tenera età e debuttò in pubblico ad appena 13 anni. Nel 1936, Stern suonò con l'Orchestra Sinfonica di San Francisco: era il Concerto di Brahms, trasmesso in tutta la nazione. Fu così che iniziò la sua grande carriera concertistica, che si protrasse per più di mezzo secolo.